Il parco e la sua storia

Il parco e la sua storia
Un paradiso terrestre che copre una superficie di ben 80 campi da calcio regolamentari e che, al suo interno, un tempo rifugio per gli animali “in quarantena” provenienti dal nord-africa (da qui il nome Parco della Quarantena).

Parco della Quarantena: un’area di decine di migliaia di metri quadrati abbandonati da anni che ricadono nel territorio afferente al Centro Ittico Campano. Un paradiso terrestre che copre una superficie di ben 80 campi da calcio regolamentari e che, al suo interno, un tempo rifugio per gli animali “in quarantena” provenienti dal nord-africa (da qui il nome Parco della Quarantena), conta anche una dozzina di beni immobili fatiscenti ma non abusivi. Il Centro Ittico Campano Spa proprietario dell’area ha autorizzato per un breve periodo l’ACLI CAMPI FLEGREI di provvedere ad un’azione di pulizia, rimozione di eternit, valorizzazione e fruizione del Parco.

Si tratta di un ex giardino zoologico abbandonato da quasi 30 anni e costruito in epoca fascista, con una grande area verde di quasi 125.000mq con alcune strutture in condizioni fatiscenti e con un’ampia lecceta, adiacente al lago Fusaro e prossimo allo stazionamento locale dei mezzi pubblici, con 2 canali di accesso al mare, confinante con la Foresta di Cuma e a poche centinaia di metri dal Parco Archeologico di Cuma e dal Parco Vanvitelliano di origine Borbonica. Di proprietà del Centro Ittico S.p.A. di cui è unico socio il Comune di Bacoli, è stato dato in gestione all’associazione ACLI CAMPI FLEGREI di Bacoli, la quale si è impegnata a bonificarlo, a renderlo fruibile e a valorizzarlo al fine di aprirlo per la prima volta a tutti i cittadini e crearne un grande parco pubblico attrezzato come quello di tante capitali europee, bacino di tanti nuovi posti di lavoro (con un’attenzione particolare a soggetti disabili e svantaggiati) che potranno scaturire dalle attività turistiche, ricettive, culturali, sociali e sportive che si andranno ad organizzare.Attualmente collaborano con le ACLI in questo progetto l’Ente Parco Regionale dei Campi Flegrei, l’Università Federico II, il Ministero della Giustizia con la Casa di Reclusione di Carinola (che garantisce per alcuni giorni a settimana l’invio di detenuti per opere di giardinaggio, pulizia e manutenzione), l’Istituto di Agraria di Pozzuoli, il Dipartimento di Salute Mentale della Asl NA2 nord, istituti scolastici locali e circa 20 organismi del Terzo Settore locale, tra cui le Associazioni Nazionali di Polizia di Stato.Il Parco è stato concesso all’associazione per il riconoscimento di un’esperienza quasi ventennale di volontariato, così come indicato nella delibera di approvazione del Comune di Bacoli, che ha visto i volontari delle ACLI protagonisti sul territorio con la gestione e valorizzazione dei siti archeologici “minori”, servizio pluriennale di archeobus, pulizia di spiagge, di aree verdi e del lago Fusaro, recupero dei minori a rischio e soggetti problematici, assistenza a famiglie indigenti con anziani e/o disabili, tanto da esseri scelti a rappresentare l’Italia in due progetti europei dell’Erasmus Plus.Nei primi 10 mesi di gestione, è stato necessario una grande ed onerosa opera di bonifica (tutta a carico delle ACLI, senza alcun contributo pubblico o privato) per le grandi quantità di rifiuti, materiali di amianto, materiali edili di risulta e per l’enormità di piante infestanti alte quattro metri che avevano reso inaccessibile l’intera area. Attualmente il Parco è anche sede della XIV edizione di LAND ART CAMPI FLEGREI e valorizzando l’arte come strumento di contrasto al degrado, con codesto evento si punta, proprio dal Parco della Quarantena, a realizzare una biennale internazionale di LAN DART.